Al Presidente Della Repubblica Italiana Eccellenza, mi rivolgo a Lei quale garante della Costituzione della Repubblica Italiana… Ciò che potrebbe sembrare una odiosa provocazione fine a se stessa, è semmai il rigido desiderio di comprendere ciò che non capisco. Anzitutto faccio presente che la Costituzione nella sua sintetica interezza mi fu donata a scuola in occasione del quarantennale, e come me molti altri milioni di ragazzini ricevettero un opuscolo grazioso e semplice in cui credere. Mi preoccupa attualmente il fatto che la Costituzione, così indiscutibile nei principi, sembri quanto mai fuori moda; o forse sono cambiate le consuetudini (che sono anch’esse fonte del diritto) al punto da metterla in discussione? Il mondo che conosco sembra in netta contraddizione con essa! Art.1: -La Repubblica Italiana è fondata sul lavoro.- A dispetto delle statistiche ottimistiche divulgate dai media, la mia esperienza personale suggerisce che non ce n’è molto per la mia generazione, a meno di non considerare lavoro un incarico temporaneo che non consente a nessuno di programmare la propria vita. Le domando allora, dal momento che il problema del lavoro è complesso e per di più esula dalle mie competenze: Perché la Repubblica Italiana non dovrebbe essere fondata sul turismo interno? Dopotutto alcuni studiosi ritengono che circa il settanta per cento di tutte le opere d’arte che il genere umano abbia mai partorito in tutti i tempi si trovi proprio nella nostra splendida penisola ( e isole naturalmente). Art.9: -La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione.- Converrà con me Presidente, che l’impegno in questa direzione è stato sottostimato. Troppo spesso questo genere d’iniziativa è lasciato in balia della scoordinata iniziativa personale, e altrettanto spesso si possono osservare esempi di degrado paesaggistico e di opere artistiche in genere: si considerino solamente i cartelli pubblicitari che deturpano molte strade statali, che oltretutto distolgono potenzialmente l’attenzione del guidatore, nonché gli scantinati di alcuni musei pieni di opere d’arte lasciate letteralmente a marcire… Art.11: -L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;- Secondo quale giustificabile principio allora ci è stato concesso di partecipare ad alcuni conflitti negli ultimi decenni, nei quali non eravamo coinvolti da motivi di difesa legittima del territorio nazionale? E perché siamo stati i più grandi fabbricanti di mine anti-uomo, nonché i detentori di numerosissimi brevetti che servono a costruire armi da fuoco? Per eliminare le guerre si potrebbero eliminare le armi di distruzione, anziché eliminare gli uomini meno armati di noi… Le dispute internazionali si potrebbero sempre risolvere a sassate, tra i governanti che le desiderano! La prego di non prendermi in giro dicendomi che le nostre sono “missioni di pace”, perché allora sarei costretto a farLe notare che tale tipo di missioni andrebbe combattuto senza armi, mentre per quanto ne so i mitra non vengono lasciati a casa dai nostri eroici volontari ben pagati. Art.21: -Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.- Naturalmente ciò è praticamente inattuabile, dal momento che l’opinione di pochi eletti viene pedissequamente diffusa usando mezzi potentissimi, tra cui la televisione, di cui il fu G.Marconi non andrebbe fiero a ragion veduta. A tal proposito mi permetta di osservare che un’invenzione così geniale e pericolosa, dovrebbe essere usata per scopi educativi che avrebbero effetti grandiosi su tutta la popolazione, mentre ahimè, viene attualmente sfruttata per dare sfogo a professionisti dello spionaggio che si rinchiudono dentro una casa sigillata. Da quella posizione di assoluta visibilità dettano mode e abitudini spesso immorali che potenzialmente dilagano anche nella vita reale degli ingenui spettatori imitanti, i quali senza sufficiente forza di volontà, oppure forse in seguito al bombardamento di cui sono vittime consapevoli, finiscono per cedere psicologicamente… È certo negativo che molti ragazzi vedano nel pallone la fonte più appetibile di guadagno e di notorietà, e che molte bambine sognino di fare la velina e di mostrare a tutti quanti le proprie grazie nell’ora del pasto serale. Art.21: -La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.- Se però il messaggio che questa amplifica è quello della ricchezza materiale, quello della ricerca del superfluo, quello dell’imitazione delle teste vuote che vedono in un vestito di stoffa la sicura corazza in cui rinchiudere una personalità spesso sottosviluppata… allora qualcosa non va nel verso giusto. Quando lo stesso messaggio d’esteriorità viene divulgato simultaneamente dalle onde elettromagnetiche di tutte le frequenze, da ogni mezzo di comunicazione a distanza, da ogni ambizione radicata nel coetaneo già “domato”, allora forse e per quello che si sogna di andare in Ferrari a trecento all’ora; per essere “fichi”! Chi vogliamo condannare per questo genere di tentazioni: il conducente, o colui che ha istigato il conducente mille e mille volte fino a debilitarlo? Art.27: -L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.- Allora se il procedimento penale o civile può durare anche dieci anni, e se i media non fanno che nutrirsi giornalisticamente degli imputati…ancora una volta Presidente, qualcosa non mi convince, perché non esiste un risarcimento sufficiente a ripagare della persa buona reputazione. Art.32: -La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.- Come possiamo oggi giustificare gli idrocarburi incombusti che vomita incessantemente la società attuale? Eppure esistono delle alternative, anche se forse meno convenienti, ma ai posteri importerà di questo particolare? Art.31: -La repubblica protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.- Ci perdoneranno per averli avvelenati già allo stato embrionale con i cibi ormonati che ognuno di noi è costretto ad assumere, per fortuna spesso inconsapevolmente? Resisteranno alla tentazione di comprare alcool e sigarette vendute dallo stato? E la loro salute mentale sarà preservata dall’ambiente congestionato e spesso insalubre delle città che abiteranno, spesso in nome del lavoro? Art.35: -La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.- Art.36: -Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.- Mi spieghi Eccellenza perché alcuni individui guadagnano centinaia di volte di più, rispetto ad altri! Non vorrà farmi credere che sia possibile un fattore di qualità e di quantità così elevato tra esemplari appartenenti alla stessa specie? Ciò equivarrebbe a dire che esistono persone capaci di sforzi lavorativi giornalieri, equivalenti in quantità o qualità a mesi di lavoro altrui. Qualcuno potrebbe sostenere che alcuni di questi individui sono liberi imprenditori, e non stipendiati statali… Art.41: -L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.-Purtroppo basta osservare la realtà del mondo operaio, per rendersi conto che questi famosi fini sociali non si sono ancora realizzati. I controlli e i programmi opportuni che la legge ha determinato in modo così inefficiente, sono un’indicazione della qualità del lavoro svolto dai legislatori, che per quanto di bene e di efficace hanno fatto andrebbero pagati: niente. Infine Presidente, voglio scusarmi per il tono un po’ rabbioso del mio sfogo, ma al di là della semantica e della dialettica, io vivo queste problematiche sulla mia pelle da mezza vita ormai, e questo almeno potrà in parte giustificare la mancanza di eleganza di cui sono sicuramente colpevole. La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà concedermi, o chi per Lei, e mi auguro che le risposte che tanto agogno esistano e siano convincenti, così da potermi fare io stesso una ragione dell’attuale stato delle cose. Spero vivamente che il mio punto di vista sia solamente uno dei tanti, e soprattutto che sia profondamente errato. Leonardo Ambrosini